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giovedì 6 giugno 2013

Come eravamo... semplici

Due mezzi di piccola "cilindrata" fanno il pieno alla stazione "Canali"

Da Roberto, che ringrazio vivamente, ho ricevuto queste "Memorie di persone semplici" di cui vi voglio fare partecipi.

Caro professore, noi abbiamo vissuto e siamo cresciuti a Piazza Armerina, in questa bellissima cittadina e ne abbiamo visto i cambiamenti negli anni. Mi ricordo che quando eravamo fanciulli andavamo al cinema Ariston, il vecchio e purtroppo decadente cinema che in quegli anni 70, 80, andava forte. Il signor Cordaro era quello che passava con le gazzose e i bomboloni (le caramelle grosse) che facevano gli antichi caramellai piazzesi, erano una vera leccornia. Per chi come noi ha amato ed ha a cuore Piazza è un vero peccato che queste tradizioni si siano perse. Rinnovare e rispolverare queste antiche ricette non sarebbe male. Negli anni 60, 70, per le strade del paese passava sempre con una motoape un anziano signore che portava il latte fresco casa per casa, allora il nostro latte era buonissimo, io ne andavo matto. Lo vendeva con dei contenitori di misura da un litro, mezzo litro e, se non sbaglio, era il signor Pilotta. Pensare che ai giorni nostri di latte se ne trova di centomila marche nei supermercati, ma non è dello stesso gusto, senza nulla togliere. Un altro bel ricordo che ho è quello del signor Savoca che vendeva l'olio per le strade (Ogghiu bonu gridava) e le persone lo chiamavano per comperarne qualche litro. La loro vita era semplice e sacrificata. Ricordiamoli con affetto. Ricordo con molta nostalgia anche l'uomo che qui a Piazza chiamavano Carrver che vendeva la verdura. Era offeso alle gambe e stava su di un asinello, passava per le strade e si guadagnava così umilmente da vivere e gridava così: "Verdura fresca, agiri, scalora". Tanti ricordi di bei tempi passati di cui è bello fare memoria di persone semplici che hanno fatto la storia di Piazza. Persone che ricorderemo per sempre. Se avete qualche fotografia antica di questi nostri cari avi mandatela, ci farete gioire, grazie. Roberto Lavuri/cronarmerina.blogspot.it
 

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