LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

mercoledì 16 gennaio 2013

850° Anniversario di Piazza / Parte IV

1063 Battaglia di Cerami, i Saraceni sono sconfitti dal Conte Ruggero I d'Altavilla

La III tesi, quella del Prof. Ignazio Nigrelli

Secondo il Prof. Nigrelli Platia sarebbe il nome di un centro abitato che all’arrivo dei Normanni già esisteva nelle vicinanze di Anaor o Monte Navone e che occupava i ruderi di un’antica villa romana. Il toponimo del centro abitato, Platia, derivebbe da palatia (i palazzi) in relazione all’importanza dei ruderi della villa romana.
Quando scesero i Lombardi, intorno al 1076, si stanziarono su queste nostre colline per meglio controllare la popolazione araba dei casali e borghi di ‘Iblâtasah (in c/da Casale), El-Hagiar el-Mathkûb (Pietraperzia), Tribilino, Rahal Phididi (c/da Friddini), Rahal Met, Limbaccari (Mirabella Imbaccari), Rahal Basil, Menzil-Khâlil, Catalfar, Qars Salîatah, Odesuer, Gibilscemi, Niscemi, Anaor, Naurcium (Montagna di Marzo), Sofiana, Rahal Biât (c/da Ralbiato), Rahal Mussuri (c/da Ramorsura), e la popolazione greca che risiedeva nei borghi Fundrò, Patrisanto, Agata (o Gatta) e S.Vincenzo (presso Sofiana) fondando, oltre ai borghi fortificati di Aidone, Pietratagliata, Rossomanno, Fessima, Eliano, Polino, Comicino, Mazzarino, Ciappa Mongiolino e Rambaldo, anche un nuovo Castello che prese il nome del borgo principale di Platia, vicino qualche chilometro a sud-ovest e che ospitava un centinaio di cavalieri Lombardi e un migliaio di abitanti in tutto. Il Castello, che doveva trovarsi dove poi nacque il convento francescano e quindi l’ospedale Chiello, venne distrutto nel 1161 da re Guglielmo I il Malo per rappresaglia. Nel 1163 il centro abitato rinacque dalle sue rovine intorno al luogo stesso in cui si trovava il castello, prendendo il nome di Platia, come era chiamato il borgo principale vicino e che la popolazione araba aveva chiamato ‘Iblâtasah, distrutto qualche anno prima da Ruggero Sclavo.

3 commenti:

  1. Grazie delle informazione storiche che ricevo leggendoti e complimenti per il grande lavoro di ricerche.In questi giorni mi sono innamorato di un libretto del sig.Salvatore Cosentino Il Giallo della benzina solida,(Gaetano Fuardo piazzese.Tu che sai tutt,sai tutto dove abitava?).Ho dei piccoli ricordi di questo signori. Un affettuoso singraziamento silvio

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    1. Fammi dare una controllata su quello che so e poi ti farò sapere. Ciao

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    2. Dopo aver consultato le mie fonti "riservate e segrete" ti posso dire che Gaetano Fuardo al 90% abitava in via Fuardo, una traversa di via Garibaldi che se la percorri tutta ti trovi in via Mazzini allp'altezza della chiesa di S. Giuseppe. Il sig. Cosentino invece è un farmacista che abita a Mirabella Imbaccari. Ciao e alla prossima

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