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giovedì 19 ottobre 2017

I sellai a Piazza

Un sellaio (badeddàru) al lavoro
                                                                   
                                                                     Sellai a Piazza
Come ho spiegato nei due post 1700 - Mezzi di trasporto turisti e non e 1800 - Mezzi di trasporto turisti e non prima dell'avvento e diffusione dell'automobile si usavano le cavalcature (asini, muli, raramente cavalli) e le lettighe per gli spostamenti e, ovviamente, anche per i lavori nell'agricoltura che rappresentava, sino alla metà degli anni '50, l'attività economica più importante delle nostre zone. Pertanto, erano diffuse le attività artigianali concernenti la manutenzione del mezzo di locomozione e trasporto come i 'nferrascècchi (i maniscalchi che, assieme ai fabbri, avevano a Piazza anche un Sodalizio) o i staffèri-sèrvi (gli staffieri-servitori che anche loro erano riuniti in un Soladlizio). Anche a Piazza sino agli anni '70, esistevano numerosi sellai che venivano chiamati bardeddàri (da bardèdda, diminutivo di bàrda, bàsto, sella) che vendevano, oltre che corde di tutte le qualità e misure, anche i finimenti che servivano a "vestire" il quadrupede e a condurlo o attaccarlo alle lettighe o ai carretti (briglie, capezze, staffe, testiere, redini, morso, imbragature, martingale e pettorali). Un giorno dello scorso agosto il sig. Filippo Taormina, che da giovane aveva lavorato con lo zio bad'ddàru, mi ha aiutato a ricordarne un buon numero, aggiungendo anche l’ubicazione del loro locale-magazzino. Eccoveli: Brischetta Calogero in via Roma, Capizzi in via Monte, Garao nella salita Trigona, Lo Bello in via Mendoza, Militello Mario in via Umberto/Purgatorio, Prestifilippo, Taormina Vincenzo alle Botteghelle/via Carmine.
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martedì 10 ottobre 2017

Firme e date al Purgatorio

Come vi avevo anticipato sul post L'organo del Purgatorio a Santo Stefano, eccovi le foto con alcune firme, date e caricature lasciate sull'organo del Purgatorio nel secolo scorso e che il restauro, avvenuto tra il 2015 e il 2017, ha cancellato per sempre. Nella foto in alto si distinguono sullo sportello dei tiranti sopra la tastiera: a sx la data "8.8.1935" che sovrasta la firma a matita "E. Laurella"; a dx il nome a matita e a stampatello "LAURELLA VINCENZO", probabilmente parente del primo, che sovrasta quella che dovrebbe essere una data, anche se il giorno è postposto al mese "3.14.36". Nella seconda foto c'è la caricatura del "profesore" (con una "s") disegnata a matita sul lato destro della cassa in legno dell'organo. È un disegno che è ripetuto altre tue volte sempre sullo stesso lato, a dimostrazione del grande "affetto" dell'allievo per il "profesore". Sempre sul lato destro della cassa dell'organo si trova la firma a matita riportata nella terza foto "S Serpendino Giuseppe". Per finire, una dei tanti graffiti incisi sul gesso del parapetto della cantoria sopra l'ingresso della chiesa del Purgatorio: un disegno raffigurante una gallina, il nome "GIUSEPPE" e il soprannome "Gallinaccio". Questi sono segni lasciati nei vari decenni (ve ne sono alcuni dell'Ottocento: Calogero Ciurg... 1873, Amoroso Guglielmo Ettore) da insegnanti organisti, allievi, chierici, seminaristi, etc., che frequentavano la cantoria e la chiesa a pochi passi dalla piazza principale della città. Della chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, ormai chiusa al culto e sconsacrata, si sa soltanto che fu aperta al culto sotto il nome di "Anime Purganti e Maria SS. della Carità" nel 1679 e consacrata il 9 settembre del 1762. Neanche negli scritti dello storico Litterio Villari si trovano tante notizie su questa chiesa, ecco cosa viene soltanto ricordato nella sua Storia Ecclesiastica, 1988, pp. 59 e 77: <<- Sodalizio delle Anime del Purgatorio sotto il titolo della Madonna della Carità composto da sacerdoti e la chiesa delle Anime del Purgatorio nell'ambito della parrocchia di S. Stefano>>.
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